26 luglio 2026
Scontri in Val di Susa: i soliti eversori da strapazzo finanziati per fare i teppisti, viene da domandarsi da chi?
Gli ultimi scontri in Val di Susa mostrano ancora una volta il volto brutale di una guerriglia ideologica che nulla ha a che fare con la tutela del territorio o con il legittimo dissenso. La nostra totale e incondizionata solidarietà va alle forze dell’ordine, donne e uomini dello Stato costretti a fare da bersaglio umano a pietre, bombe carta e bastoni per stipendi spesso irrisori. Viene da chiedersi, di fronte a tanta violenza, per quale assurdo tabù ideologico alle nostre pattuglie sia impedito di ricorrere almeno ai proiettili di gomma, regolarmente adottati nelle democrazie europee per disperdere i violenti e proteggere l’incolumità degli agenti. Bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, chi assalta un cantiere strategico e ferisce i servitori dello Stato non è un protestatario, è un delinquente. E soprattutto, resta un interrogativo di fondo a cui la magistratura dovrebbe dare risposta, chi sovvenziona questa macchina del caos? Spostamenti continui, equipaggiamenti da guerriglia urbana, logistica complessa e ingenti spese legali non si pagano con il volontariato. C’è inevitabilmente una regia, una rete di finanziamenti e di coperture interessate che soffia sul fuoco e spinge questi professionisti imbecilli del disordine a devastare una valle intera.
DELINQUENTI E CRETINI SIETE !!!
Camillo
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