12 Marzo 2026
Cavalli, regole e buon senso: è ora di farci sentire!
Oggi riaffrontiamo il discorso di legare la lingua ai cavalli, perché ne sto sentendo già troppe. Pare che ora anche alle Fornaci potrebbero mettere questo divieto. Meno di una settimana fa feci un’intervista andando a vedere la scuderia e il modo di lavorare della scuderia di Endo Botti e di Cristiana Brivio, allenatori che hanno vinto la classifica l’anno scorso con 130-140 cavalli in scuderia: certo, un numero importante che la dice lunga sulla loro capacità. Ricordando che Endo è stato anche uno dei migliori fantini d’Italia e aggiungo che non è certo uno che è venuto, come si dice a Siena, “con la piena”: è nato in mezzo ai cavalli ed è figlio e nipote di due allenatori storici dell’ippica italiana e non solo, il babbo Giuseppe Botti e lo zio Alduino Botti. E questi due nomi bastano per capire la scuola da cui viene. Endo ha definito una cosa banale legare la lingua, perché non comporta nulla al cavallo: basta che sia legata nel modo giusto e aiuta quei cavalli che ne hanno bisogno a respirare meglio, evitando così conseguenze davvero dannose per il cavallo. Io non capisco questa ottusità verso una cosa che, ripeto, non è certo un maltrattamento verso il cavallo, bensì il perfetto contrario. Allora, visto che si insiste, è arrivato il momento di farsi sentire in modo importante: non fate legare la lingua? Non corriamo!!! Questo discorso lo estenderei anche al Palio di Siena: basta uno in palco con una spugna bagnata d’acqua per risolvere il problema se la mossa si prolunga. Ma voglio aggiungere che farei casino anche per la rosetta, perché anche quella non fa assolutamente nulla al cavallo, se non un pizzichetto che però gli risolve il problema di girare o di evitare di sbattere nel colonnino. Per esempio, al Palio dell’agosto scorso, se potevano mettere una rosetta al cavallo del Bruco sicuramente non avrebbe rischiato di andare a sbattere da qualche parte o, peggio, di urtare un altro cavallo, rischiando così di farsi male cavalli e fantini! Insomma, diamoci una svegliata e cominciamo a farci sentire con veemenza, altrimenti togli quello, togli quell’altro, arriveremo a correre con i motorini invece che con i cavalli.
Che amarezza!
Camillo
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