4° Pillola di Storia: Il 6 marzo 1880 nasceva a Canepina (VT) Angelo Meloni detto Picino
Il 6 marzo 1880 nasceva a Canepina in provincia di Viterbo Angelo Meloni detto Picino uno dei più grandi fantini del Palio: 52 Palii disputati e 13 vittorie. E per parlare di lui ci siamo ritrovati in Piazza dove nei secoli precedenti avevano conseguito li stesso numero di vittorie Dorino, Paolaccino e Bachicche. Mentre tutti noi abbiamo vissuto l’epopea di Trecciolino che lo ha eguagliato in anni più recenti. Così come ricordiamo molto bene il Palio che valse ad Aceto per battere il record di vittorie di Picino salendo così a 14 come aveva fatto in passato Caino. Addirittura a 15 vittorie troviamo Bastiancino e Gobbo Saragiolo.
Ma non vogliamo fare solo un mero elenco di numeri, Picino è stato anche un abile uomo di cavalli e stratega della corsa, lega indissolubilmente il suo nome alla nobile contrada dell’ Oca per la quale vinse 4 dei suoi 13 successi. Tra questi di cui voglio parlare oggi c’è il Palio del luglio 1928 quando appunto il Meloni vinse per i colori di Fontebranda con la cavalla Lina. La storia ricorda questo Palio anche per due innovazioni importanti per quanto riguarda la passeggiata storica per la quale furono rinnovati i costumi che da quell’anno avevano la foggia quattrocentesca e l’inserimento di alcune nuove figure come il palafreniere del soprallasso. Inoltre fu introdotto il Carroccio trainato da buoi invece che da cavalli com’era stato fino a quel momento. I racconti di chi c’era e la cronaca descrivono la mossa come momento da sottolineare di questo Palio nel quale grazie ad accordi altri fantini cercarono di ostacolare l’altra favorita della carriera per permettere a Picino di fare una corsa senza rivali e vincere in scioltezza. Lui stesso per questo Palio fu annoverato come “inventore della rincorsa” proprio perché, come dicono i varii resoconti dell’epoca, pare sia entrato ” di corsa” forzando la mossa e costringere il mossiere ad abbassare il canape. La giustizia paliesca non risparmiò Picino, nonostante il suo prestigio diremmo oggi di big della Piazza, è gli furono comminati diversi Palii di squalifica. Nulla pote’ nemmeno il Re d’Italia che era intervenuto alla carriera di Luglio ed interpellato dallo stesso fantino per intercedere sulla pena inflitta. Picino ebbe poi modo di correre e vincere ancora raggiungendo così il traguardo importante di vittorie che abbiamo elencato in apertura.
Un tema quello della rincorsa molto attuale anche negli ultimi anni a proposito di posizione a svantaggio o meno rispetto agli altri ma non è questa la sede x fare polemiche o innescare dibattiti anche perché non ho i mezzi x poter affrontare la discussione…
Però da mancata scrittrice, sognatrice a tratti romantica di un passato che non ho vissuto ma che mi appartiene in quanto senese da generazioni… Parlando di Picino così come di altri ho sempre avuto l’idea che proprio qui, proprio in Piazza, non si è mai completamente soli… Questo luogo non sarà mai deserto anche se lo può sembrare ad occhio nudo. Basterà guardare con gli occhi del cuore per vedere che ogni angolo del Campo sarà popolato per l’eternità da chi il Palio l’ha fatto, siano essi uomini o cavalli, che in questo spazio ci hanno dato gioie o dolori ma che comunque hanno scritto la loro pagina di storia.
Anna Nerozzi
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