25 febbraio 2026
Lettera Aperta all’Onorevole Brambilla: Tra Acciaio e Verità
Cara Onorevole, abbiamo analizzato la Sua proposta di legge con la stessa attenzione con cui un barbaresco controlla lo zoccolo del suo cavallo prima di entrare in Piazza, e dobbiamo dirglielo con la franchezza che ci contraddistingue: la Sua confusione è quasi tenera, se non fosse un insulto alla nostra intelligenza e alla nostra storia. È ammirevole come lei riesca a conciliare il suo amore per la natura “incontaminata” con le radici industriali della sua famiglia; ci spieghi: l’odore del grasso minerale delle Trafilerie Brambilla si abbina bene con il profumo dei fiori di campo che vorrebbe vederci masticare? È curioso che chi proviene da un impero dell’acciaio e del tondino pretenda di insegnare a noi, che viviamo di terra e battiti di cuore, cos’è il benessere animale; forse, prima di smantellare le tradizioni altrui per un pugno di like, dovrebbe chiederci come si fa a mantenere un legame con la vita che non passi per un tornio meccanico.
lei parla di “uso” e “sfruttamento”, noi rispondiamo con i fatti, quelli che probabilmente non passano nei suoi comunicati stampa preconfezionati tra un salotto TV e l’altro: a Siena non ci si affida al caso ma alla sapienza di professionisti, a protocolli veterinari rigorosi, a controlli che farebbero impallidire qualsiasi centro ippico europeo, con analisi del sangue, test antidoping introdotti quando lo sport mondiale ancora balbettava e commissioni che scartano un cavallo anche solo per un battito accelerato; qui il cavallo è un atleta sacro, non un accessorio politico. La Piazza viene preparata con una miscela di tufo e sabbia studiata per garantire elasticità e tenuta, monitorata con una precisione maniacale. Lei dedica la stessa attenzione alla scelta del filtro giusto per i Suoi video sui social? E poi c’è il Pensionario di Radicondoli, ed è qui che casca l’asino, o il cavallo nel Suo caso: è lì che i nostri eroi che non corrono più finiscono i loro giorni al pascolo, accuditi e venerati; lei quanti cavalli ha adottato con i proventi delle Sue industrie, oltre a quelli usati come comparse per le Sue campagne? Onorevole Michela Vittoria Brambilla, che sorpresa vederla improvvisamente così appassionata di cavalli, evidentemente il Palio rende più di tante altre cause, è famoso, divide, fa titolo, insomma è perfetto.
Lei parla di “uso” degli equini, a Siena parliamo di relazione, di cura, di responsabilità, ma capisco che spiegare una tradizione secolare richieda più fatica che brandire uno slogan; davvero pensa che qui i cavalli siano vittime da salvare, che le contrade li sfruttino e poi li buttino via come oggetti rotti? Le comunico una notizia sconvolgente: a Siena i cavalli non finiscono dimenticati, non spariscono, non vengono smaltiti, vivono seguiti, curati e mantenuti anche quando non corrono più, non perché lo imponga una legge ma perché lo impone la coscienza di una comunità. Fa sorridere, e un po’ preoccupare, voler dare lezioni di etica animale a chi da secoli pratica ciò che altri stanno scoprendo ora, magari dopo aver cambiato posizione qualche volta a seconda del vento, dell’aula o del microfono. Difendere gli animali è nobile, difendere la propria immagine usando gli animali lo è meno. Continui pure a salvare gattini sugli alberi e a fare sfilate in favore di telecamera, ma lasci stare il Palio: non è folklore violento, non è barbarie medievale, non è un circo urbano, è cultura italiana, identità, appartenenza, ed è l’unico posto dove l’animale è il vero protagonista, l’unico che entra in Chiesa, l’unico per cui un intero popolo è disposto a tutto. Noi il cavallo lo amiamo di affezione da secoli, non da quando abbiamo scoperto che intenerire l’elettorato porta voti; i cavalli di Siena non hanno bisogno di essere salvati, hanno solo bisogno di non essere strumentalizzati.
Con rispetto per gli animali,
e con un po’ meno rispetto per l’ipocrisia.
Camillo (e credo tutta Siena).
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1. Status giuridico degli equidi
La proposta di legge intende attribuire agli equidi lo status di “animali d’affezione” – come cani o gatti – piuttosto che considerali semplici animali da lavoro o da produzione. Ciò implica una protezione giuridica significativamente maggiore.
Effetto su una manifestazione storica:
Una volta considerati animali d’affezione, gli equidi non potrebbero essere utilizzati in attività che comportano rischi significativi per la loro salute, dignità o incolumità.
2. Divieto di uso in eventi pericolosi o stressanti
Il testo prevede che non si possa utilizzare un cavallo:
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in spettacoli o manifestazioni storiche che mettano in pericolo fisico l’animale;
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in prove di corsa o competizioni non autorizzate fuori da ippodromi riconosciuti;
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in esibizioni dove l’animale è costretto o stressato oltre limiti di sicurezza veterinaria.
In pratica, per una manifestazione storica che include corse a cavallo su selciati duri, strade strette o curve pericolose (come nel Palio di Siena):
potrebbe essere proibito portarla avanti se non si dimostra che è compatibile con il benessere animale e con standard veterinari adeguati.
Il Palio di Siena tradizionalmente si corre senza sella e in spazi urbani, con inevitabili rischi per cavalli e fantini; la proposta mira proprio a vietare questo tipo di utilizzo quando mette a rischio l’animale.
3. Regole più stringenti (o divieto) per spettacoli folkloristici
Oltre alle corse, la legge propone un divieto o restrizioni anche per feste, rievocazioni o giostre storiche in cui i cavalli sono protagonisti e dove potrebbero essere sottoposti a:
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sforzi eccessivi;
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stress;
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manipolazioni forzate;
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uso in contesti non sicuri.
Questo potrebbe riguardare giostre medievali, cortei con carichi pesanti, caracole o altre competizioni equestri non regolamentate.
4. Nuove responsabilità per gli organizzatori
Se la legge fosse approvata:
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chi organizza l’evento potrebbe dover garantire standard veterinari obbligatori;
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esistono controlli sanitari prima, durante e dopo le manifestazioni;
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eventuali danni o sofferenze agli animali potrebbero portare a sanzioni penali o amministrative.
Cosa non significa automaticamente
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Non vuol dire che tutte le manifestazioni storiche con cavalli verrebbero abolite subito, ma
potrebbero essere vietate o sospese se non dimostrano di rispettare il benessere equino. -
La legge è una proposta in fase di discussione in Parlamento e quindi non è ancora entrata in vigore.
In sintesi — impatto su eventi storici
Palio di Siena e analoghi → potrebbero essere vietati o trasformati se non conformi alle nuove regole sul benessere animale.
Giostre e rievocazioni medievali → uso di cavalli potrebbe essere limitato o soggetto a controlli veterinari obbligatori.
Eventi con cavalli per spettacolo o spettacolarità folkloristica → bisogno di adeguare l’organizzazione e la sicurezza degli animali, o rischio di non essere autorizzati.
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