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Capannelle al capolinea: cade la pista Marsicana, il Derby d’Italia pronto a fuggire a Milano

13 febbraio 2026

Capannelle al capolinea: cade la pista Marsicana, il Derby d’Italia pronto a fuggire a Milano

di Pier

Non serve più un cronometro, ma un miracolo. L’Ippodromo delle Capannelle, tempio del galoppo italiano dal 1881, rischia seriamente di non aprire i cancelli per la stagione 2026. L’ultimo atto di una crisi che sembra infinita si è consumato nelle scorse ore: è ufficialmente naufragata la candidatura de “La Marsicana”, la società di Tagliacozzo che avrebbe dovuto gestire l’impianto “a ponte” per un anno in attesa del maxi-bando europeo.
Nonostante l’assegnazione avvenuta a fine 2025, la firma sul contratto non è mai arrivata. Da un lato il Comune di Roma accusa la società di tentennamenti; dall’altro, La Marsicana risponde duramente, denunciando che il Campidoglio non ha mai consegnato i documenti essenziali sulla sicurezza e lo stato degli impianti, rendendo impossibile una firma “consapevole e responsabile”. In questo clima di reciproche accuse, il risultato è uno solo: lo stallo totale.
Anche il MASAF è impotente e calendario in frantumi. Il Ministero dell’Agricoltura (MASAF) ha tentato una mediazione d’urgenza convocando i vertici del Dipartimento Sport di Roma Capitale, ma l’impressione è quella di un’impotenza burocratica difficile da scalfire. Senza un gestore ufficiale entro i termini tecnici, il Ministero non può sbloccare i fondi né inserire le corse in calendario.
La conseguenza è drammatica per il prestigio della Capitale: il programma corse è già pronto per essere “girato” ad altri ippodromi. In particolare, la pista di Milano San Siro è l’unica rimasta in grado di ospitare per standard tecnici e prestigio il Derby d’Italia, la corsa più importante dell’anno che, per la prima volta nella storia, potrebbe emigrare definitivamente sotto la Madonnina.
Perché il Comune non gestisce l’ippodromo in prima persona? La risposta sta nei numeri e nelle macerie. L’impianto necessita di interventi strutturali urgenti, specialmente sul fronte della sicurezza e della messa a norma delle piste e delle scuderie. Gestire Capannelle oggi significa ereditare un debito di milioni di euro e un sito che cade a pezzi. Che amarezza!
Ad oggi, l’apertura appare “difficile se non impossibile”. Senza una società coraggiosa disposta a investire o una sterzata clamorosa della giunta Gualtieri (che al momento sembra non avere né i fondi né la volontà tecnica di farsi carico della gestione diretta), Roma perderà il suo polmone ippico.
Il rischio non è solo sportivo: dietro la chiusura c’è il dramma di centinaia di lavoratori dell’indotto — artieri, veterinari, fantini — che vedono il proprio futuro svanire nel nulla di una burocrazia cieca. Senza un miracolo, l’ultima corsa a Capannelle è già stata disputata.
Andando alla società che ha gestito fino ad oggi l’impianto, Hippogroup, sembra non sia senza responsabilità, ha riconsegnato le chiavi al Comune di Roma il 5 gennaio 2026, interrompendo di fatto la gestione diretta. Secondo il Comune, questo ha causato danni economici e organizzativi per l’intero settore ippico romano, con circa cinquanta giornate di corse trasferite ad altri ippodromi e mancati introiti per oltre 150mila euro.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra mi viene da dire !!!

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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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