7 dicembre 2025
Terremoto nel PD Toscano: La Federazione Senese Guida la Richiesta di Azzeramento della Segreteria Regionale
La rottura è clamorosa: il Partito Democratico toscano è in preda a una crisi interna che ha il suo epicentro a Siena. La Federazione provinciale, stanca di essere ignorata, chiede l’azzeramento della segreteria regionale dopo l’ultima Direzione.
La tregua invocata dal Segretario Regionale PD, Emiliano Fossi, non si è concretizzata. Al contrario: la frattura tra il PD di Siena e i vertici regionali si è trasformata in una lacerazione aperta. Le tensioni, già forti a fine novembre, sono deflagrate con violenza durante la Direzione regionale di ieri, dove i senesi hanno formalizzato una richiesta choc: le dimissioni dell’intera segreteria toscana. L’accusa principale è rivolta alla vicesegretaria Stefania Lio, espressione del territorio ma ritenuta incapace di difendere gli interessi senesi nella cruciale partita per la Giunta Giani. Il casus belli è la mancata nomina di un assessore senese, nonostante il risultato elettorale strepitoso di Simone Bezzini, che con i suoi 12 mila voti non è riuscito a garantire una poltrona in esecutivo.
Nonostante il tempo contingentato, il segretario provinciale Andrea Valenti ha usato i suoi quattro minuti per sferrare un attacco frontale, chiedendo di fatto la decapitazione della Segreteria regionale, rea di aver sacrificato la Federazione di Siena. La risposta dei vertici è stata un appello all’unità, in vista di una “fase 2” concentrata sui territori e i contenuti programmatici. Parole che non hanno placato gli animi: il malcontento non riguarda solo Siena, ma si estende a Prato ed Empoli.
La rabbia di Valenti sui social: “Vivo in Amiata, non a Miami”
A rendere il clima ancora più rovente è stato un durissimo post del segretario Valenti pubblicato dopo la Direzione. Il dirigente senese ha raccontato un episodio che lo ha “decisamente fatto arrabbiare”: un esponente regionale gli avrebbe paternalisticamente ricordato che gli assessori sono della Toscana e non dei territori, aggiungendo che le aree marginali vanno tutelate. “Visto che il caro segretario di Siena sarei io, il compagno avrà pensato che vivo a Miami. Invece vivo in Amiata. Da sempre,” ha ribattuto Valenti, sottolineando di conoscere fin troppo bene i sacrifici delle aree interne e di non aver bisogno di lezioni. La sua reazione, amplificata dal post, ha superato la semplice rivendicazione territoriale, mostrando un livello di esasperazione covato da tempo.
Andrea Valenti su Facebook

“Non entro nel merito della direzione regionale di ieri perché non è questa la sede. Ma un episodio mi ha colpito, e anche fatto decisamente incazzare.Durante un intervento di un compagno che non cito, ma che è un una posizione molto più comoda della mia, mi sono sentito dire che gli assessori sono assessori della Toscana e non di un territorio (e grazie al cazzo, mi verrebbe da dire in francese), che i territori marginali vanno aiutati e così le aree interne, caro segretario di Siena.
Ora, visto che il caro segretario di Siena sarei io, evidentemente il compagno avrà pensato che io viva a Miami. Invece, vivo in Amiata. Da sempre. E delle aree interne, marginali, rurali, montane ho sempre fatto la mia principale battaglia politica.
Io so bene cosa significano un sacco di cose. Ad esempio, se devo fare un banale esame medico a mio figlio che ha quattro anni questo comporta svegliarsi alle cinque, prepararsi, fare due ore di auto, tenere un bambino cinque ore digiuno e perdere una mattina di lavoro. Fate i conti, poi se ne parla. E potrei fare centinaia di esempi.
Quindi si, il segretario di Siena queste cose le sa bene. E sa anche che a questo territorio non è mai stato regalato niente, ma tutto quello che abbiamo avuto (e che a volte non abbiamo avuto nonostante questo) ce lo siamo guadagnati con il consenso, con il lavoro politico, con i voti.”
E adesso? Il PD ad un bivio
Il PD toscano è a un punto di non ritorno: o si ricuce lo strappo attraverso una “fase 2” che dia vero spazio ai territori, o la frattura tra Firenze e le periferie rischia di diventare insanabile. Siena ha messo sul tavolo la sua richiesta politica più radicale: azzeramento della segreteria regionale e riscrittura degli equilibri interni. La pazienza è ai minimi storici, e Siena è determinata a farsi sentire, anche in vista della cruciale tornata elettorale del 2028, quando i dieci anni di amministrazione del centrodestra in città renderanno la riconquista di Palazzo Pubblico una vera e propria impresa.
Redazione
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