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SIENA: I BARBARESHI SCRIVONO AL SINDACO DI SIENA

4 ottobre 2021

Lettera aperta dei Barbareschi al Sindaco di Siena, hanno ragione? Hanno torto? Il giudizio a chi legge.
“Ci autodefiniamo “anziani” nel senso migliore del termine, nel nostro caso sinonimo di esperienza contradaiola. Nelle nostre chiacchierate tra “ex colleghi”, in questo lungo e triste periodo di forzata assenza del tufo sull’anello di Piazza del Campo, non possiamo nasconderle che ci ha colto sempre di più la fortissima preoccupazione che il palio, a motivo della ben nota pandemia di covid, rischi di subire a breve tali e tanti stravolgimenti da farlo risultare alla fine irreversibilmente snaturato”.

“Certe paventate “limitazioni” di cui si è sentito parlare affinché le istituzioni preposte possano acconsentire al ritorno dei cavalli nel Campo, lasciano alquanto perplessi. E’ noto infatti che il Palio di Siena non è un “paliotto” qualsiasi, né tantomeno una delle innumerevoli rievocazioni storico-folkloristiche allestite nel nostro paese a beneficio di turisti, bensì una “festa di popolo. Ecco allora che contingentare la partecipazione dei contradaioli e delle persone in genere nei giorni del palio e nei suoi momenti topici non lo renderebbe più tale. Il Palio – si sa – non è fatto solo di rumori, di colori e di suoni ma è fatto anche di incontenibili abbracci nel momento del trionfo, di lacrime versate stretti assieme per una sconfitta dei propri colori, di libero sfogo al giubilo più sfrenato, di bambini che gomito a gomito danno la stura alla loro senesità agitando dal palco il proprio fazzoletto…”.

Pier Camillo Pinelli

EX FANTINO DEL PALIO DI SIENA E LA PENSO COSI': "PER FARSI DEI NEMICI NON E' NECESSARIO DICHIARARE GUERRA BASTA DIRE QUEL CHE SI PENSA"
Martin Luther King. per mail: camillopinelli@gmail.com

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