03-Luglio-2017
Un Palio strano questo corso ieri, un Palio che ha perso, a causa della pioggia, tutti i suoi ritmi canonici. Sorprese nelle monte e nella politica paliesca, dove probabilmente qualcuno ha sbagliato parecchio, il tempo poi ci dirà. Chi scrive lo stesso ha fatto un errore di valutazione di un cavallo, Renalzos, il barbero che ha corso nell’Aquila, ho detto che non pensavo avesse il passo degli altri, invece mi ha sbugiardato facendo un Palio alla grande e solo la bravura di Bartoletti ha impedito di vincere a lui, a Sanna e all’Aquila. Mi scuso con il suo proprietario Roti e l’allenatori del cavallo per la mia errata valutazione. Detto questo facciamo un ragionamento sul palio in generale che vede l’uscita di scena della Tartuca e di Trecciolino a causa dell’intemperanze del loro cavallo Tornasol, è i detti: per far bugiardo un uomo ci vuole un cavallo…. Questo cavallino ha fatto tutto il circuito del protocollo equino in modo perfetto, statuario al canape, veloce ad uscirne e preciso nelle curve. Già per le prove era uscito da questo suo modo di essere bravo al canape, probabilmente i ritmi del palio non erano compatibili con la sua psiche che è completamente saltata il giorno del palio. Questa è una cosa che nessuno poteva prevedere avendolo visto nella preparazione primaverile e nelle corse che ha disputato. La Tartuca è rimasta penalizzata come Trecciolino. Io ero li, in palco e l’ho visto bene, era completamente ingestibile e non sarebbe mai restato dentro i canapi e il giorno dopo la cosa non sarebbe assolutamente cambiata. Le polemiche poi, sulla cosa le lascio agl’altri, non m’interessano, poiché credo che hanno fatto bene come hanno fatto. Il Mossiere Fabio Magni
si conferma persona più che adatta a stare su quel Verrocchio. Sempre calmo e pacato trasmette tranquillità ai fantini, è persona di cavalli e sa quando stemperare la tensione, come ha fatto Domenica. Un bravo gli ci sta tutto e che duri a lungo. Complimenti da parte di Brontolo. Detto questo vediamo come sono andati contrada per contrada con i loro fantini.
L’INTERVISTA DI BRONTOLO
La Giraffa ha montato il fantino che voleva montare la mia “coccola” Sarbana. Cavalla che non incontrava i favori degli altri Big. Dissi in una mia trasmissione: che le auto da zero a cento vanno… e con lei si sarebbe potuto fare lo stesso discorso, così è stato ieri. Ha fatto una fiammata, come diciamo noi a Siena, da paura. Fiammata che già aveva fatto vedere nella batteria della Tratta con il suo fantino e allenatore Antonio Siri, a cui vanno i complimenti di Brontolo per come l’ha preparata e la bella condizione in cui l’ha portata. Velocissima precisa, nonostante quello sbandamento durante la prova generale di cui ho già detto. Tranquilla ieri, senza sudore, senza escandescenze, durante la lunga mossa e situazione che si era creata non ha perso nulla, ne in concentrazione ne in fatica psicofisica, veramente una Big. Tondi e i suoi hanno girato tanto pur non correndo d’obbligo e questo lavoro, il girare e il ragionare, l’accordarsi li ha poi ripagati con la monta di Bartoletti prima e la vittoria dopo. Scompiglio, soprannome più adatto non poteva esserci per lui. Tre Palii di fila li aveva vinti solo Bruschelli, non ricordo bene dopo quanti anni all’altro che li aveva vinti ma che non ricordo chi fosse, scusatemi. Bartoletti ha fatto un palio che parla da solo, lucidità, freddezza, senso dell’andatura, coraggio, determinazione, sicurezza di se, diciannove palii corsi una caduta, è un concentrato di tutto questo Bartoletti con quella cosa in più, si DIVERTE, questa è la sua caratteristica e probabilmente la sua caratteristica vincente, lui va sempre, dovunque vada e qualunque pista sia, che sia una corsa o un lavoro. Ieri ha fatto vedere tutto questo e i suoi denigratori a questo punto non possono che mordersi la lingua. Questo ragazzo è un fenomeno vero!!! Complimenti a Bartoletti, a capitan Tondi, ai suoi collaboratori e alla Giraffa tutta per la bella vittoria da Brontolo. 10 e lode con exstra lode!!!
Aquila. Capitn Lorenzini è riuscito poi nell’intento di montare Carlo Sanna, come mi ha detto ieri nell’intervista nella Giraffa. La politica di Lorenzini ha pagato, anche se non ha raggiunto la vittoria, ma poco, anzi nulla credo ha da rimproverarsi, semmai arrabbiarsi con la dea bendata e con quella “Bestia” di Bartoletti. Carlo Sanna ha fatto vedere quello che ho scritto sempre di lui: è un Animale da Palio!! Ha provato a vincere seriamente e con determinazione, sempre attaccando dal di fuori, ma se provava di passare al di dentro credo che parleremo d’ospedale ora di lui, con un Bartoletti così da passare. Di Renalzos già detto, probabilmente ha sorpreso un po tutti il suo Palio dimostrando di star dentro i dieci cavalli e di essere sicuramente un possibile vincente nel futuro, se questo non è stato un fuoco di paglia, cosa che non credo. Un benissimo ci sta tutto per Sanna
La Tartuca e Bruschelli è connubio che si è ricreato ma nulla hanno potuto contro un cavallo uscito fuori di testa. La politica Bruscheliana secondo me si è vista e quando è uscito lui di scena qualcosa può esser cambiata. Non ha perso mai la bussola nemmeno in quella situazione
Il Bruco, Ricceri. Monta a sorpresa, e probabilmente mossa anche politica per il futuro, questo però lo vedremo solo andando avanti. Il cavallo era da prendere l’anno prossimo, credo che il prossimo anno non deluderà, ora gli mancava l’esperienza necessaria. Il Bruco ha fatto il suo Palio. Ricceri ha forse perso l’attimo cruciale della partenza ma poi ha corso bene ed ha provato a venire avanti trovando anche qualche intralcio. Ha lavorato bene il cavallo per le prove che ha avuto a disposizione. Per il Ricceri Bene ci sta tutto.
La Torre, Murtas. Era il fantino che avrebbe sostituito Mari o eventualmente Bartoletti assieme a Pusceddu, a seconda dei casi. La politica della Torre è sotto gli occhi di tutti e sicuramente fa il Palio. La cavalla è quella che ho sempre definito. La lunga mossa l’ha probabilmente provata fisicamente e l’abbiamo vista anche andare a salti specialmente prima di San Martino, lei è così anche se al canape è stata bravissima, possiamo dire anche stranamente; senza nulla toglierli ma lei ma la cavalla è questa. Murtas non ha mai perso la bussola e ha colto l’attimo della mossa. Quando passa la Giraffa chiude sia lui che la Selva e i due cavalli hanno uno sbandamento, quello stesso sbandamento che permette all’Aquila di prendere la via interna. Quando chiude era tardi ormai, era entrata. La caduta è causata da una frenata, un’inciapone e un salto che fa poi la cavalla prima di entrare in San Martino, dal Filmato di Siena Tv che ho rallentato si vede chiaramente. Direi quindi positiva la prova di Murtas
La Selva, Coghe. Come ho detto la Selva ha fatto la Selva e finalmente il giovane Coghe, Tempesta, ha debuttato e con un cavallo debuttante che non è mai facile. Quindi la Selva: Capitano debuttante, Fantino debuttante e cavallo debuttante, risultato, Ok. Ha colto l’occasione capitan Giorgi e i suoi per far correre Andrea Coghe che devo dire non li ha delusi. Il cavallino Solu Tue Due è andato bene, tranquillo al canape e svelto ad uscirne, preciso, poi è calato ma credo che anche lui abbia pagato l’inesperienza e la lunga, anzi lunghissima pre mossa, ma possiamo dire che merita conferma. L’anno prossimo però, perché un palio ai debuttanti è sufficiente. Pensiero mio naturalmente. Coghe era sereno, volto sereno, ripeto ero li al “tondino” quindi li ho visiti bene e devo dire la verità ne sono rimasto piacevolmente sorpreso, si vede che c’è stato un lavoro dietro. Poi, se al debutto parti in testa e dopo tutto quel tempo vuol dire che quello che ho scritto è vero. Passandolo la Giraffa lo chiude e va lo stesso discorso fatto per Murtas sopra. Poi lo supera il Leocorno di dentro al Casato, ma è al di fuori della Torre e non può abbassarsi prima. Con l’andare avanti scivola poi nelle retrovie. Il giudizio per Tempesta non può che essere positivo.
Il Leocorno, Pes. Capitan Mazzuoli ha fato ricorrere dopo tredici anni, e il risultato gli ha dato ragione, Dino Pes. Ha fatto un palio in difesa con l’avversaria che montava Mister Mari con un cavallo che poteva dare delle preoccupazioni, ha avuto ragione Mazzuoli e Pes ha fatto il suo. Quasimodo di Gallura anche lui ha sorpreso tutti facendo un gran palio e lo registriamo terzo al bandierino, l’esperienza, nella lunga attesa, e l’ho constatato personalmente, non gli ha fatto perdere nulla, era li sereno e tranquillo senza una lisca di sudore. Dino Pes no ha fatto scene, sereno e tranquillo come il suo cavallo ha aspettato il momento giusto ed ha impedito la partenza, all’avversaria Civetta. L’ha curata sino a San Martino, ha preso poi vie interne si è portato terzo sfruttato al massimo il cavallo arrivando in tranquillità in quella posizione. Bene, anzi benissimo direi per Pes. Sono contento per lui, si meritava di ricorrere il Palio per quello che ha fatto e sta facendo sinora.
La Pantera, Bellocchio. La politica di Caitan Antichi comprendeva certe cose, credo. La monta, possiamo dire che per certi versi è stata a sorpresa quella di Enrico Bruschelli. L’uscita di scena della Tartuca probabilmente ha fatto cambiare certi equilibri. Mississippi non lo abbiamo visto come Bellocchio che pur troppo non può che avere un giudizio negativo.
L’Onda, Atzeni. Che dire, è un Palio per l’Onda che parla da solo. Porto Alabe non ha ripetuto la prestazione dell’anno scorso di Luglio, e questo cavallo il suo meglio lo fa sempre al Palio di questo mese. La monta importante di Tittia non ha pagato e, strategicamente, ha probabilmente sbagliato qualcosa. Porto Alabe è il solito cavallo con un anno in più anche se, come detto, in questa occasione lo si può “giudicare” poco e, probabilmente, non per sola colpa sua. Tittia questa volta non ha fatto il Tittia. Come scritto, ha forse sbagliato qualcosa sotto il profilo strategico e di corsa. Non posiamo che dare un “giudizio” negativo per lui a questa Palio.
La Civetta, Mari. Capitan Ricci e collaboratori hanno montato il fantino di “casa” che uno dei primissimi del Palio quindi c’è poco da dirgli; però gli errori di valutazione sono stati fatti per altri versi. Il cavallo Smeraldo Nulese è migliorato dall’anno scorso, ma come ho scritto e detto diverse volte non è un motorino e inadatto, almeno per ora, a fare quello che Mari gli avrebbe voluto far fare secondo il suo modo di correre. Le prove saltate hanno sicuramente influito nella sua messa a punto, credo che la valutazione data sia stata errata, mettiamoci poi l’aggiustamento del ferro e via dicendo, e il cavallo non si è visto. Mari, anche lui qualcosa ha sbagliato nelle strategie e nel valutare il cavallo. Anche la valutazione nei confronti di Pes è stata errata che lo ha “fregato” al canape impedendogli la partenza, poi non è venuto più in avanti. Non ho visto il Mari che ho apprezzato sinora. Anche per lui a questo Palio non si può dare che un giudizio negativo.
Ecco questa è la lettura di Brontolo del Palio appena passato. Credo che ad Agosto ne vedremo delle belle con questi “Leoni” feriti e con un Palio a venire che si preannuncia molto caldo sotto tutti gli aspetti e la “guerra” è belle che incominciata. Alla prossima Brontolo.
PALIO 2-7-2017 FILMATO DI SIENA TV rallentato da Brontolo
SEMPRE IL PALIO DI SIENA TV
seconda prova di SIENA TV
prova generale di SIENA TV
Provaccia di SIENA TV
il comunicato stampa del comune di Siena 02-luglio-2017
2 luglio 2017
Ancora una volta Siena dimostra di saper coniugare le sue grandi tradizioni con le sfide del presente
LA GIRAFFA FA SALTARE I PRONOSTICI E VINCE IL SUO 35° PALIO
Jonatan Bartoletti, detto Scompiglio, su Sarbana vince la sua quinta Carriera
La Contrada della Giraffa ha vinto il suo 35° Palio: la Carriera dedicata alla Madonna di Provenzano, e Siena ha rinnovato l’appuntamento con la storia dimostrando, ancora una volta, di saper coniugare tradizione e ritualità con le dinamiche e le sfide del presente.
Oltre le trasformazioni e le tensioni del villaggio globale, il Palio come da sempre riesce a fare, ha riaffermato la sua dimensione unica ed eterna, all’interno di un tempo magicamente sospeso nel quale, tra sacro e profano, la città riscopre i tratti più profondi della propria identità. “Un’avventura straordinaria dell’immaginazione”, come la definiva il semiologo Omar Calabrese. Capace di catturare le emozioni più disparate e modulare i sentimenti più estremi: auspici e timori, gioia e tristezza, giubilo e delusione, secondo la logica binaria del contrasto netto che la città esprime sin dal suo stemma in bianco-nero, la Balzana.
Jonatan Bartoletti, detto Scompiglio, ha vinto per la terza volta consecutiva, dopo il “cappotto” nella Lupa dello scorso anno, arrivando a conquistare il suo quinto Palio. Bartoletti montava Sarbana, una femmina di sei anni, che ha corso per la seconda volta sul tufo di Piazza del Campo.
Prima della corsa la sfilata del Corteo Storico. Passi solenni e cadenzati dal ritmo dei tamburi, mentre il fruscio delle bandiere creava giochi di abilità con alzate e volteggi fatti più con il cuore che con le mani. Orgoglio puro per ogni contradaiolo.
Tra i tanti turisti affascinati, i senesi, tutti, sono rimasti dentro quel loro universo di suoni e colori, dove ogni nota e ogni cromatismo rimanda ad un passato che ogni volta è presente e, cosa unica, è già futuro, perché si ripeterà con il Palio del 16 agosto, e ancora, e ancora, finché questo popolo straordinario riuscirà a riconoscersi in un comune senso di appartenenza attraverso un gioco secolare, contenitore di valori e sentimenti sempre più distanti da una contemporaneità che li mette al margine della vita.
Dopo un’ora e mezza di attesa e molti tentativi di ingresso fra i canapi, il cavallo esordiente Tornasol andato in sorte alla Tartuca, e montato dall’esperto Luigi Bruschelli, detto Trecciolino, è stato ritirato in seguito all’applicazione dell’articolo 50 del Regolamento del Palio sulla base del quale l’impossibilità di correre viene dichiarata dall’autorità comunale in caso di una sopravvenuta “malattia” talmente grave da far ritenere che possa trovarsi nell’impossibilità di correre, su conforme parere espresso all’unanimità da un Collegio veterinario composto dal veterinario comunale, da quello nominato dal Magistrato delle Contrade e da un terzo di fiducia della Tartuca, dinanzi ai Deputati della Festa. Si è giunti, così, all’esclusione del barbero Tornasol, in virtù del suo alterato stato psico-fisico sancito dal Collegio e rappresentato anche dal fantino Luigi Bruschelli, che ha esplicitato più volte la condizione di ingestibilità del cavallo. Di conseguenza , la carriera è stata corsa solo da nove Contrade, entrate fra i canapi con lo stesso ordine.
Con l’Onda di rincorsa tra i canapi si sono allineate: Torre, Aquila, Bruco, Leocorno, Selva, Civetta, Pantera e Giraffa. A partire in testa la Selva, inseguita dalla Torre e dall’Aquila. Alla prima curva di S. Martino è la Giraffa a condurre, dietro Aquila e Torre. Stesso ordine alla curva del Casato, dove il fantino della Torre cade. Vani gli sforzi di Aquila e Leocorno. La Giraffa resta prima per tre giri fino al bandierino e celebra la sua vittoria.
Una massa umana bianca e rossa ha invaso con euforia il tufo riversandosi sotto al Palco dei Capitani per prendere l’elegante Drappellone realizzato dalla senese Laura Brocchi e dedicato ai duecento anni del Teatro dei Rozzi, una delle massime istituzioni culturali cittadine.
Tra lacrime e canti di gioia, il “Cencio”, come viene chiamato a Siena il drappo di seta dipinto che va in premio alla contrada vincitrice, è stato portato nella chiesa di Provenzano che si trova proprio nel territorio della Giraffa, per ringraziare la Madonna prima di essere depositato, per sempre, nei cuori dei contradaioli. Memoria tangibile di una festa che per conoscerla deve essere vissuta nel suo luogo di origine.
Grazie




































































































































































































































































































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