14 Ottobre 2026
Comunità energetiche, Sottanelli (Azione) interroga il Ministro: «Mancano oltre 400 milioni, migliaia di cittadini e imprese hanno investito confidando nel PNRR. Il Governo dica come e quando coprirà i progetti idonei»
Roma, 14 ottobre – Giulio Sottanelli, deputato di Azione, ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sul taglio delle risorse del PNRR destinate alle Comunità energetiche rinnovabili e all’autoconsumo collettivo.
La misura, nata con una dotazione di 2,2 miliardi di euro, era stata estesa nel 2025 ai Comuni con meno di 50.000 abitanti, con il termine per la presentazione delle domande prorogato al 30 novembre. Tuttavia, a nove giorni dalla scadenza, il Ministero ha ridotto il plafond a 795,5 milioni di euro, poco più di un terzo dello stanziamento iniziale.
Alla chiusura del portale, le richieste ammontavano a circa 1,456 miliardi di euro, con un fabbisogno scoperto di oltre 660 milioni. La legge n. 152 del 2026 ha successivamente riportato la dotazione a 1.041,5 milioni di euro, lasciando comunque scoperti circa 414,5 milioni rispetto alle domande presentate nei termini.
«Famiglie, piccole imprese, parrocchie e amministrazioni locali hanno speso soldi veri per studi di fattibilità, progettazione, costituzione dei soggetti giuridici e richieste di connessione alla rete», dichiara Sottanelli.
«Lo hanno fatto perché lo Stato aveva messo a disposizione 2,2 miliardi. Chi investe ha diritto a regole certe. Il Governo ha fissato una dotazione, allargato la platea, prorogato i termini e chiesto ai cittadini di spendere soldi veri in progetti e allacci. Poi, a nove giorni dalla scadenza, ha tagliato quasi due terzi delle risorse.
Non è una scelta di bilancio, è una rottura del patto. Quando lo Stato tradisce chi ha fatto ciò che lo Stato stesso aveva chiesto, viene meno il rapporto di fiducia su cui si regge qualunque investimento, pubblico o privato. E nessuna comunità energetica si costruisce senza quella fiducia».
Il deputato denuncia anche il nuovo meccanismo introdotto dal decreto-legge n. 19 del 2026, che affida al GSE un sistema di assegnazioni dirette senza scadenze.
«Così gli scorrimenti per le rinunce si potranno fare solo a fine 2027, a misura chiusa, con il rischio concreto che una parte dei fondi resti inutilizzata. Ripristinando lo scorrimento ordinario, il fabbisogno reale sarebbe sensibilmente inferiore ai 414 milioni teorici. È una questione di buon senso amministrativo, prima ancora che di risorse».
Con l’interrogazione, Sottanelli chiede al Ministro di indicare una tempistica certa e gli strumenti normativi e finanziari con cui il Governo intende coprire i progetti risultati ammissibili.
«Le comunità energetiche sono la transizione fatta dal basso, quella che abbassa le bollette e riduce la dipendenza dalle fonti fossili. Il Governo non può lasciare in sospeso chi ha fatto la propria parte», conclude il deputato.
On. Giulio Cesare Sottanelli – Deputato di Azione
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