1-CULTURA

Quando la memoria rompe il silenzio: Parlangeli, Bisi e i dieci anni che sconvolsero Siena

12 settembre 2026

Quando la memoria rompe il silenzio: Parlangeli, Bisi e i dieci anni che sconvolsero Siena

Oggi voglio raccontarvi quanto è accaduto ieri pomeriggio nella sala dell’Hotel NH in Piazza La Lizza a Siena, dove si è tenuta la presentazione del libro scritto da Marco Parlangeli e intitolato “Dieci anni che sconvolsero il Monte” e gran parte del sistema bancario italiano. C’era un’atmosfera particolare, una di quelle occasioni in cui il tempo sembra riavvolgersi per chiedere conto al presente di ciò che è stato fatto e di ciò che si sarebbe potuto evitare. L’incontro è stato condotto assieme al giornalista Stefano Bisi ed è stato un momento di riflessione profonda, lontano dalle solite passerelle editoriali, configurandosi piuttosto come una testimonianza civile e finanziaria di primaria importanza per la nostra città. Per oltre un decennio si è parlato della vicenda del Monte dei Paschi di Siena inseguendo spesso retroscena di cronaca giudiziaria, indiscrezioni di politica locale o tempeste mediatiche, trascurando la sostanza vera della questione, ovvero la gestione economica e finanziaria dell’istituto. Marco Parlangeli, che di quella stagione è stato uno dei protagonisti avendo rivestito ruoli di rilievo all’interno della Fondazione Monte dei Paschi, ha scelto di colmare questa lacuna con una ricostruzione documentata e rigorosa. Il volume ripercorre il decennio critico compreso tra il duemilauno e il duemilaundici, gli anni caratterizzati dalle grandi scelte espansive, dall’operazione legata a Banca Antonveneta e dal progressivo indebitamento che avrebbe incrinato per sempre l’equilibrio secolare della banca più antica del mondo. Nel corso del dibattito Parlangeli ha rievocato i passaggi cruciali di quella complessa stagione, ricordando la ferma opposizione al progressivo indebitamento dell’Ente e le dinamiche che portarono poi alla rottura dei rapporti lavorativi. È stato evidenziato come per troppo tempo si siano preferite narrazioni superficiali anziché analizzare la fredda logica dei numeri e le precise responsabilità delle scelte strategiche compiute. Al di là dell’analisi tecnica e contabile, la presentazione di ieri ha fatto emergere con forza un viscerale attaccamento verso Siena e il suo territorio. La crisi del sistema cittadino non è stata infatti soltanto una questione aziendale, ma un passaggio politico e sociale che ha trasformato profondamente il tessuto della nostra comunità. L’appuntamento di ieri ha dimostrato che la ferita resta aperta, ma ha anche offerto uno spazio prezioso per un confronto maturo e fondato sui fatti.
Personalmente, e l’ho domandato direttamente a Marco Parlangeli, come si vede dal filmato, credo che ci sia stata una forte leggerezza e “ignoranza” nel gestire questo acquisto. Pur avendola pagata profumatamente, come ricorda lo stesso Parlangeli, ritengo che sarebbe stato doveroso domandarsi anzitutto il perché di quella vendita, che lasciava scoperta una banca legata a un territorio altamente produttivo come il Nord-Est italiano. Da ignorante in materia, ci tengo a specificarlo, avrei voluto vederci molto, molto più chiaro. Avrei approfondito, soprattutto tramite la Banca d’Italia, quali fossero le reali condizioni di Banca Antonveneta. Probabilmente, per noi “poveri mortali”, non è dato sapere cosa ci fosse davvero dietro manovre più grandi di noi, fino ad arrivare alla tragica morte di David Rossi. Da cittadino e da osservatore, avrei preteso molta più attenzione e rigore, proprio per l’importanza strategica che rivestiva quell’operazione. La sensazione è che qualcuno ci abbia speculato e guadagnato tantissimo, e la politica, se pur Parlangeli non ne parla, ci ha messo tanto anche del suo finendo per mettere in ginocchio Siena. GRAZIE E’ !!!
Camillo
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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

2 Comments

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  • Grazie mille Camillo, sia per il tuo commento sia soprattutto per aver dato notizia sull’esito della serata dell’11 settembre quando ho presentato il mio libro (salvo errore, sei l’unico che ne ha parlato).
    Circa 120 persone (molte delle quale sono dovute rimanere in piedi), attente e interessate per circa due ore nonostante i microfoni che non funzionavano e il caldo asfissiante, sono oggettivamente una notizia. Evidentemente nella cittadinanza c’è un interesse forte agli eventi di cui si parlava, più che al libro o a chi lo presentava.
    Interesse che evidentemente non c’è a livello più alto, dato che avevo invitato, oltre a tutti gli organi di informazione locale, le istituzioni e tutti i rappresentanti dei partiti a livello locale. E purtroppo non sono riuscito a trovare una location più “istituzionale” perchè tutti coloro a cui ho chiesto hanno risposto negativamente; né uno sponsor da quattro soldi che pagasse la sala e almeno un aperitivo agli intervenuti, come usa in queste circostanze.
    Poi ognuno può pensarla come vuole, può avere una sua idea o farsi un giudizio, può assolversi o compiacersi (per quelli che hanno preso parte agli eventi raccontati). Ma credo che la città avesse diritto di sapere come sono andate le cose, almeno per quanto a mia conoscenza. Sicuramente io non conosco “tutta” la verità (gran parte delle vicende politiche mi sono rimaste estranee, come ho scritto nel libro), ma ho raccontato tutta la verità che conosco e quello che ho raccontato è accaduto veramente ed è incontestabile.
    Ecco, questo libro e la presentazione che ne ho fatto a Siena sono il mio contributo per il rispetto di quel diritto di sapere di cui parlavo, contributo che mi è costato non poco in quanto mi ha riportato alla memoria fatti per me molto dolorosi.
    Grazie dunque a te e a tutti coloro che sono intervenuti, coi quali mi scuso per gli inconvenienti della serata.
    Marco Parlangeli

    • ciao, una cosa molo dolorosa per Siena e credo che più si sa e meglio è, grazie dell’invito personale, io ho fatto tutto quel che potevo ed ho ritenuto giusto fare per darne notizia.
      un caro saluto
      Pier Camillo

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