4 maggio 2026
Come ho già avuto modo di scrivere, 23 anni di digiuno in cinque contrade (Rioni) sono veramente un’eternità. Ci sono ragazzi che non avevano mai visto vincere il proprio Rione, e non è facile tenerlo unito quando succede questo; quindi faccio i complimenti al Rione Croci e li rinnovo a Diego Minucci e alla famiglia Toti, proprietaria di Cvaeau, per la bella vittoria del Palio.
Come si vede dalle foto, con il Palio sono andati a salutare chi non c’è più prima di appendere il Drappo in Chiesa
Il Rione Croci è quindi in festa e mi scrive in attesa della cena della vittoria del prossimo 6 giugno.
Camillo
Bomarzo Rione Croci: Dopo 23 anni di attesa, la nostra vittoria al Palio ha avuto un sapore ancora più profondo, perché non è stata solo festa, ma memoria, appartenenza e cuore.
A una settimana da quel giorno che resterà nella storia del nostro rione, abbiamo sentito il bisogno di fermarci. Di tornare da chi questa gioia l’ha costruita con noi negli anni, ma oggi non può più viverla. Al cimitero, tra le bandiere alzate e il silenzio carico di emozione, abbiamo reso omaggio a tutti loro. In quel corridoio rosso, fatto di orgoglio e rispetto, ogni passo aveva un significato. Le parole del parroco hanno unito passato e presente, ricordandoci che questa vittoria è anche loro.
Poi ci siamo ritrovati nella nostra chiesa del Cristo Risorto, come una vera famiglia. Una messa sentita, partecipata, dove ogni volto raccontava appartenenza. Giovani, adulti, bambini: un unico rione, unito sotto gli stessi colori.
E infine, il gesto più simbolico. Il drappo. Portato in alto con cura, quasi in punta di piedi, come si fa con le cose più importanti. Appeso lì, nella nostra chiesa, accanto ai segni della fede e della nostra storia. E poi benedetto, perché questa vittoria non è solo nostra: è di chi c’è oggi, di chi c’era ieri e di chi verrà.
Dopo 23 anni, abbiamo vinto. Ma soprattutto, dopo 23 anni, siamo ancora qui. Insieme. ❤️
Rione Croci
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