11 aprile 2026
C’è un momento preciso, in questo aprile che gioca a fare il capriccioso, in cui la pietra serena e il cotto antico di Via Salicotto smettono di essere solo architettura per farsi giardino. Succede oggi, sabato 11, e succederà ancora domani, domenica 12. La Contrada della Torre apre i suoi scrigni, e lo fa con quel garbo un po’ superbo che solo chi abita all’ombra del Mangia può permettersi. Non chiamatela solo “mostra mercato”. È un’invasione pacifica. Dove di solito risuona il passo cadenzato dei monturati e l’eco dei tamburi, oggi domina il profumo delle petunie e la sfacciataggine cromatica dei gerani. La Festa dei Fiori è l’appuntamento che riconcilia la città con la primavera, un rito che trasforma i vicoli scoscesi in un tappeto di petali che sembra steso apposta per far innamorare anche i più cinici. Passeggiare oggi tra gli stand non è solo una questione di pollice verde. È un’esperienza sensoriale completa, dai glicini che scendono a cascata alle rose antiche che sembrano uscite da un dipinto del Sodoma, fino ai piccoli tesori dell’artigianato locale. C’è quel ronzio di chiacchiere, quel “fare comunità” che è il vero ossigeno delle nostre Contrade. Andateci nel tardo pomeriggio, quando il sole inizia a calare dietro la Piazza e la luce si fa d’oro. Prendete un cartoccio di qualcosa di buono, guardate i fiori e dimenticate per un attimo lo spread, la politica e le piccole miserie quotidiane. La Torre, oggi, ci ricorda che la bellezza è l’unica vera resistenza possibile. E se domani dovesse piovere? Poco male. I fiori di Siena hanno radici profonde nel mattone, non appassiscono mica per due gocce d’acqua. Buona passeggiata, senesi e non.
P.S. poi dopo i fiori in Piazza del Mercato sotto il Tarturugone trovi la giornata del Disco di Vinile
Camillo
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