2 aprile 2026
Il rischio di cancro aumenta nelle malattie autoimmuni, ma si riduce con le terapie antinfiammatorie
Pubblicato su “Cancers” uno studio internazionale coordinato dal professor Antonio Giordano, docente dell’Università di Siena e direttore dell’Istituto SHRO di Philadelphia
Nei pazienti affetti da malattie infiammatorie immuno-mediate (IMID), come artrite reumatoide, sclerosi sistemica, lupus eritematoso sistemico e altre malattie diffuse del tessuto connettivo, il rischio di sviluppare tumori risulta significativamente più elevato nelle fasi iniziali della malattia, ma tende a ridursi progressivamente con l’avvio delle terapie antinfiammatorie. È quanto emerge da uno studio nazionale italiano della durata di cinque anni, pubblicato sulla rivista scientifica “Cancers”.
La ricerca, condotta su oltre 356.000 pazienti e coordinata da un team internazionale in collaborazione con la Sbarro Health Research Organization (SHRO) di Philadelphia, guidata da Antonio Giordano, docente di Anatomia e Istologia Patologica all’Università di Siena, rappresenta la prima analisi epidemiologica su scala nazionale in Italia dedicata al legame tra IMID e rischio oncologico.
Secondo i risultati, i pazienti con IMID presentano un aumento del rischio di cancro del 32% rispetto alla popolazione generale. Il rischio è particolarmente elevato nel primo anno successivo alla diagnosi, per poi diminuire nel corso del tempo.
“Questo studio nazionale è fondamentale perché quantifica in modo chiaro l’aumento del rischio oncologico nei pazienti con IMID e rafforza l’importanza del campo emergente dell’onco-reumatologia – ha dichiarato Daniela Marotto, responsabile della Reumatologia nell’Azienda Socio-Sanitaria Locale (ASL) della Gallura e co-autrice senior dello studio – Il picco di rischio osservato nelle fasi iniziali suggerisce che l’infiammazione cronica, più che i trattamenti, sia un fattore chiave nello sviluppo dei tumori.”
Le analisi, condotte anche da Barbara Giordani, ricercatrice senior dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), indicano che l’infiammazione persistente associata a queste patologie può favorire l’insorgenza di neoplasie. Tuttavia, l’introduzione di terapie antinfiammatorie sembra contribuire a ridurre progressivamente tale rischio, suggerendo un possibile effetto protettivo dei trattamenti.
“Questo è il primo studio italiano condotto su scala nazionale con un campione così ampio – ha sottolineato Giovanni Baglio, responsabile dell’Unità di Ricerca di AGENAS e co-autore senior – I risultati contribuiranno a orientare la ricerca futura e a definire nuovi standard per la prevenzione e lo screening nei pazienti con IMID.”
Tra i tumori maggiormente associati alle IMID figurano il tumore del polmone, le neoplasie ematologiche (come leucemie e linfomi), il tumore della vescica e il melanoma. Inoltre, i pazienti con malattie del tessuto connettivo diffuso mostrano un rischio complessivo più elevato rispetto a quelli con artrite reumatoide.
“I nostri risultati supportano l’ipotesi che l’infiammazione sia un fattore determinante nel rischio oncologico – ha sottolineato Antonio Giordano, fondatore e direttore della SHRO e professore all’Università di Siena – La riduzione del rischio nel tempo indica che i meccanismi legati alla malattia, più che l’esposizione ai farmaci, giocano un ruolo centrale.”
Gli autori evidenziano la necessità di implementare strategie di sorveglianza oncologica più mirate, soprattutto nel primo anno dalla diagnosi di IMID, e sottolineano l’importanza di interventi terapeutici precoci e mirati per ridurre il rischio a lungo termine. Lo studio apre inoltre nuove prospettive di ricerca, tra cui l’identificazione di biomarcatori infiammatori in grado di prevedere il rischio di cancro e migliorare la gestione clinica dei pazienti.
Questi risultati contribuiscono allo sviluppo dell’onco-reumatologia, disciplina che studia le interazioni tra malattie autoimmuni, infiammazione e tumori, con potenziali ricadute sulle strategie di prevenzione, diagnosi precoce e trattamento.
L’articolo su “Cancers” è pubblicato a questo indirizzo: https://www.mdpi.com/2072-6694/18/6/1027
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2 aprile 2026
Al via il seminario permanente “(Non) è una questione di genere”, sulla rappresentazione del femminile. Primo appuntamento il 9 aprile 2026. Ingresso libero
Il 9 aprile alle ore 17 prenderà il via il secondo ciclo di “(Non) è una questione di genere”, un seminario permanente a cura di Marilena Caciorgna, Riccardo Castellana, Monica Marchi e Linda Puccioni, organizzato dal Dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne dell’Università di Siena, in collaborazione con Opera Laboratori.
Il primo appuntamento sarà con la scrittrice Daniela Ranieri, che parlerà della rappresentazione dell’inconscio delle donne in letteratura. L’incontro si terrà presso la Sala delle Statue del Museo dell’Opera (piazza Duomo, 8) a Siena, ad ingresso libero.
Con questa iniziativa i curatori intendono continuare ad animare il dibattito avviato lo scorso anno attorno alla rappresentazione del femminile, non solo, come suggerisce il titolo, per una questione di genere. Le conferenze si propongono infatti il duplice obiettivo di valorizzare le voci femminili e di analizzare la visione e il ruolo che la donna ha assunto nel corso dei secoli, così da individuare e tentare di scardinare alcuni retaggi culturali ereditati dal nostro passato più o meno recente.
Gli incontri successivi si terranno il 7 maggio e il 26 novembre presso la Sala delle Statue del Museo dell’Opera; mentre quello del 15 ottobre si terrà presso il Palazzo delle Papesse (via di Città, 126). Alla fine di ogni seminario verrà offerto un aperitivo.
Il programma delle iniziative e gli aggiornamenti vengono pubblicati all’indirizzo: https://www.unisi.it/unisilife/eventi/ciclo-di-seminari-non-una-questione-di-genere
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