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Conferirà laurea ad honorem al professor Dario Neri -&- Music for R/existence

12 marzo 2026

L’Università di Siena conferirà la laurea ad honorem al professor Dario Neri, Amministratore Delegato e Direttore Scientifico di Philogen
La cerimonia, che si terrà giovedì 19 marzo, riconosce la figura esemplare di scienziato e imprenditore che incarna perfettamente il legame tra ricerca accademica d’eccellenza e innovazione biotecnologica

L’Università di Siena conferirà la laurea magistrale ad honorem in Medical Biotechnologies al professor Dario Neri, Amministratore Delegato e Direttore Scientifico di Philogen, l’azienda biotecnologica italo-svizzera che ha co-fondato insieme ai fratelli. La cerimonia si svolgerà giovedì 19 marzo 2026, alle ore 11:00, nell’Aula magna del Rettorato dell’Ateneo senese. Sarà aperta dai saluti del Rettore Roberto Di Pietra, cui seguirà la Lettura delle Motivazioni da parte del professor Simone Grandini, Direttore del Dipartimento di Biotecnologie mediche. La Laudatio sarà affidata al professor Alessandro Pini, Presidente del Comitato per la didattica del corso di laurea magistrale in Medical Biotechnologies. Prenderà quindi la parola il professor Dario Neri, che terrà una Lectio Magistralis dal titolo “ZAUBERKUGELN: cercando di realizzare il sogno di Paul Ehrlich”. Dopo la Proclamazione del laureato ad honorem da parte del Rettore, si esibirà il Coro dell’Università di Siena, diretto dalla professoressa Elisabetta Miraldi.
Il conferimento della laurea ad honorem al professor Dario Neri, che fa parte del programma della Giornata Nazionale delle Università promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), è stato motivato “per il suo fortissimo contributo allo sviluppo delle biotecnologie mediche, segnatamente nel campo della costruzione di librerie combinatoriali di molecole a scopi farmaceutici e per l’identificazione e sviluppo di anticorpi ricombinati nel settore oncologico e autoimmunitario. Il riconoscimento è un sicuro accrescimento del corso in Medical Biotechnologies, a cui il professor Neri ha contribuito negli anni rendendolo più formativo per gli studenti attraverso una serie di seminari che ha tenuto sugli argomenti del proprio lavoro di ricerca”.
Figura esemplare di scienziato e imprenditore che incarna perfettamente il legame tra ricerca accademica d’eccellenza e innovazione biotecnologica, il professor Dario Neri è nato a Siena e, pur avendo svolto gran parte della carriera a livello internazionale, ha mantenuto sempre con il territorio di origine un legame profondo, contribuendo a rendere la città un polo nevralgico per le Life Sciences.
Dopo la laurea in Chimica alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Dario Neri ha conseguito il dottorato di ricerca all’ETH di Zurigo, sotto la guida del Premio Nobel Kurt Wüthrich, e successivamente è diventato Professore Ordinario di Biomacromolecole nello stesso istituto svizzero, guidando un gruppo di ricerca all’avanguardia nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche. Autore di oltre 500 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali, tra i quali l’ISOBM Abbott Prize 2000, l’Amgen-Dompé Biotec Award 2000, il Prous Award 2006 della European Federation of Medicinal Chemistry, il Phoenix Prize 2014, il Paul Harris Award 2022 e la Medaglia Pratesi della Società Chimica Italiana 2023.
La biografia professionale di Dario Neri è indissolubilmente legata a Philogen che, con la sua guida, è passata da start-up di ricerca a realtà quotata in borsa, con più di 200 dipendenti altamente qualificati, un fatturato di centinaia di milioni di euro in continua crescita e un portafoglio di numerosi farmaci in fase clinica avanzata per il trattamento di tumori e malattie infiammatorie croniche.
In particolare, il professor Dario Neri è considerato uno dei massimi esperti mondiali nel “targeting” dei tumori, per quanto riguarda lo sviluppo di anticorpi capaci di colpire selettivamente i vasi sanguigni tumorali, consegnando farmaci citotossici o citochine direttamente alla massa neoplastica, e ha contribuito a rivoluzionare la scoperta di nuovi farmaci introducendo tecnologie che permettono di selezionare piccole molecole da librerie composte da miliardi di composti, accelerando drasticamente i tempi della ricerca farmaceutica.

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12 marzo 2026

Music for R/existence: Unisi, Conservatorio Franci e National Conservatory “Edward Said” insieme per la pace
17 marzo 2026, alle ore 17.00. Ingresso libero

Il 17 marzo 2026, alle ore 17 nell’auditorium del Santa Chiara Lab (via Valdimontone, 1) a Siena, docenti, studentesse e studenti del National Conservatory “Edward Said” – Birzeit University sezioni di Gaza e Bethlehem e del Conservatorio “Rinaldo Franci” di Siena e dell’Università di Siena si incontrano in un concerto condiviso nel quadro della collaborazione Erasmus+ con le università palestinesi.
Il concerto, intitolato “Music for R/existence”, è aperto al pubblico e a ingresso libero. Ad aprire l’evento saranno i saluti istituzionali del professor Fabio Mugnaini, per l’Università di Siena, e di Carlomoreno Volpini e Marco Del Greco, rispettivamente direttore e vicedirettore del Conservatorio “Rinaldo Franci”.
“Music for R/existence” prevede interventi musicali da parte del National Conservatory “Edward Said” – Birzeit University, sia registrati da Gaza che in diretta dalla sede di Betlemme. Per il Conservatorio Franci suoneranno gli studenti: Leonardo Ricci, al violino, con Rebecca Ciogli, al violoncello; Silvia Corsi, al flauto, con Aurora Periccioli, alla chitarra; il Trio di flauti: Alice Famiani, Amani Serge Rossi, Andjela Vlaovic; il Quartetto di sassofoni: Emma Nucci, Wang Hanshuo, Matteo Chiello, Livia Sorbera; e il Duo di percussioni: Sofia Giannandrea, Duccio Niccolini
Da oltre dieci anni l’Università di Siena ha inserito nella propria rete di scambi internazionali le università palestinesi della Cisgiordania e della striscia di Gaza e il Conservatorio “Rinaldo Franci” di Siena ha presentato la propria candidatura nel quadro del programma Erasmus+, d’intesa con il National Conservatory of Music “Edward Said” della Birzeit University.
L’iniziativa intende riportare l’attenzione sul dramma tuttora in corso nella Striscia di Gaza, accentuato dal conflitto scatenatosi nella regione, e la scelta, condivisa dal comitato organizzatore, ha identificato come modo migliore il dialogo affidato al suono, alle musiche, alle voci, di chi chiede il silenzio delle armi affinché possa risuonare, colmando le distanze, il linguaggio universale e condiviso della musica, a dimostrare che a Gaza, a Bethlehem, in Cisgiordania, si resiste, per esistere, e per poter suonare un giorno in pace e in libertà.
Commenta il professor Fabio Mugnaini: “Contrapposta al fragore della guerra, la musica è il suono della pace: sulla base di questo principio, anche sotto le bombe, i musicisti di Gaza hanno continuato a formare i loro studenti e le loro studentesse e a condividere sui social le registrazioni dei loro incontri: documentavano una incontenibile voglia di vita, di libertà e di pace delle nuove generazioni che non avrebbe dovuto soccombere sotto la violenza disumana che si è scatenata su di loro.
Noi li abbiamo sentiti: le nostre studentesse e i nostri studenti li hanno ascoltati, le nostre Istituzioni hanno risposto offrendo un aiuto che si è concretizzato in accordi e rapporti di scambio accademico, accogliendo giovani, da parte dell’Università, affinché potessero proseguire qui i propri studi e mettendosi a disposizione perché le conoscenze e le esperienze didattiche potessero fluire in tutte le direzioni, anche quando le Università e i Conservatori sono ridotti in macerie”.
“Fare musica è un gesto di pace –  afferma Marco Del Greco, vicedirettore del Conservatorio senese – La pratica musicale abitua all’ascolto, è un esercizio quotidiano che insegna ad ascoltare noi stessi e gli altri, al rispetto e alla collaborazione. Per poter suonare bene insieme non può esserci prevaricazione o violenza. Chi decide di dedicare la propria vita alla musica lo fa perché spinto da un’esigenza di comunicare con il prossimo ad un livello diverso, più profondo rispetto al linguaggio verbale. È proprio da questa visione che nasce l’idea di questo concerto”.

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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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