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DUE CHIACCHIERE CON BARTOLETTI

venerdì 17 aprile 2015

Conosciamo Jonatan

 
 
Ero dalle parti di Strove, piccola frazione vicino a Monteriggioni,  Siena. In una scuderia nel basso, nella strada che porta al residence San Luigi, c’è Jonatan Bartoletti, questa bella scuderia l’ha in affitto ormai da anni nel periodo da Gennaio alla fine di Agosto. Prima di arrivare alla scuderia c’è un podere con qualche appartamento e in uno di questi abita Scompiglio con sua moglie, al bordo strada vedo un gallo con passo lento, fiero e allora gli faccio la foto.

Alle spalle del podere c’è questa bella scuderia di mattoni con un ampio corridoio e parecchi box anche belli, spaziosi, con ognuno ha una grande finestra esterna e i cavalli ci si possono affacciare. Guardano sulla destra c’è una grande tettoia, lunga per quanto è la scuderia che funge da fienile. Appena arrivi sulla destra c’è un’idea di giostra da completare, ha solo due bracci. Alle spalle della scuderia ci sono dei recinti per i cavalli di allenamento ed ognuno dei recinti ha una tettoia per riparali dall’Acqua e dal Sole. Alla sinistra della scuderia, a un paio di cento metri, nel mezzo al campo, Bartoletti ha fatto una pistarella di sabbia per poter lavorare tranquillamente i cavalli senza essere costretto a muoversi tutte le volte per fare dei galoppi più seri e in sicurezza. Un bel posto davvero. Alla scuderia c’è Virdis che lo aiuta montare in lavoro e in corsa, c’è anche un altro ragazzo che saluto e mi dice che è di Roma. C’è il maniscalco, Valter Pisanoche sta ferrando un cavallo che era al prato .

Intanto rientra Bartoletti dopo aver lavorato un cavallo, ciao Camillo come stai? Bene rispondo, facciamo una chiacchierata? Certo, e ci andiamo a sedere in selleria accanto ad un tavolo rotondo, accendo il registratore del mio telefonino e subito gli domando:

Mi dici chi è Jonatan Bartoletti?
 
Jonatan è un persona semplice che tiene tanto alla famiglia. Una persona che lavora dalla mattina alla sera per raggiungere l’obbiettivo…. Un uomo che cerca di fare il meglio che può fare e credo di essere una brava persona soprattutto.
 
I fantini hanno sempre con se la moglie, fidanzata o compagna dir si voglia, tu invece no, non ho mai visto dietro a te tua Moglie ora, fidanzata prima, come mai se posso?
 
No! Ho la fortuna di avere una donna intelligente e che non ama apparire, non entra mai nel mio lavoro. Io ci condivido tutte le cose della giornata quello che faccio…, però io penso che ognuno ha il suo lavoro, e che ognuno faccia le sue scelte, è giusto parlarne però tutti questi cinematografi…. Queste cose…. non mi piacciono. Ti ripeto io ha avuto la fortuna di trovare una donna intelligente e non è poco in questo lavoro, per carità poi ognuno fa e vive come vuole a noi piace essere e fare così.
 
Come ti sei appassionato a questo lavoro ai cavalli alle corse?
 
 
Ma senti Camillo io ho iniziato perché sin da piccolino mi sono sempre garbati i cavalli, vicino a casa mia a Pistoia c’era un signore che li aveva.  A Pistoia c’è la Giostra dell’Orso lui ne aveva alcuni per farla; però aveva anche una squadra di calcio e gli mancava sempre un ragazzo per giocare a pallone e  mi diceva sempre: se vieni a giocà a pallone poi io ti fò montà a cavallo. A me non mi importava niente giocà a pallone non c’ho capito mai niente nel calcio, però andavo a giocare per lui e poi la sera si tornava e mi faceva montà a cavallo.
 
Ti “ricattava” via?
 
Si bravo !!! Li ho iniziato e poi la passione mi ha preso sempre di più. L’aspirazione poi divenne quella di arrivare a correre, no di fa il Palio.
Il Palio la vedevo come una cosa lontanissima perché io…. Da Pistoia e il Palio a Siena, c’è dietro tutta questa masmana di persone che lo vogliono correre, quindi un ci pensavo e la situazione è stata poi un pohh lunga.
 
È li seduto di fronte a me su questa sedia a poltroncina con i braccioli, si è seduto bene appoggiato allo schienale scivolando giù leggermente per stare più comodo, le braccia appoggiate sui braccioli e muove le mani mentre parla, gli occhi sono sempre attenti e ostenta tranquillità e non ha fretta di andarsene e non “teme” la chiacchierata.
Bartoletti che pretende da se stesso?
 
Io pretendo il massimo! Sempre in qualsiasi situazione. Per me la cosa importante di questo lavoro non è arrivare a correre e magari a vincere, ma confermarsi e mantenersi a certi livelli è quella la cosa più difficile, mantenere la considerazione delle contrade e dei dirigenti, quello è il difficile da fare, e se uno ci riesce deve essere già contento, perché allora ha la possibilità di correre e di provare a vincere.
 
Una cosa che avresti voluto vedere che non c’eri o non eri ancora nato, ieri come due secoli fa?
 
Riguardo al Palio mi sarebbe garbato arrivare a montare un poco prima di quando l’ho fatto, perché certe cose le avresti capite prima, avresti fatto più esperienza, avresti capito prima le dinamiche del Palio e tutto il resto… io ci sono arrivato che avevo 25-26 anni , ecco viverlo prima questo mi sarebbe garbato. L’altra cosa che mi sarebbe piaciuto fare è aver vissuto prima di questo periodo, di questi secoli, io sono parecchio agricolo, no? Io sarei stato volentieri in campagna come ci si stava nella fine dell’ottocento o i primi del novecento, tutti insieme le famiglie allargate, il tenere gli animali insieme, o lavorare la campagna tutti assieme, l’unità delle famiglie, il forte rapporto umano tra le persone, è questa cosa qui, quel periodo mi sarebbe piaciuto vivere.
 
Mi ha sorpreso ragazzo radicato alla famiglia e ai valori umani, agresti, questo ha fatto trasparire. Forse anche uno che intende l’uomo come una volta, il capo famiglia.
L’intelligenza libera o imprigiona?
Riflette un poco e poi…
 
Secondo me l’intelligenza ti tiene impegnato, ed è giusto che ti tenga impegnato! Secondo me la cosa che ti imprigiona di più e la routine, il pensare diventa una routine, il mio difetto è forse quello di non staccare mai, di avere sempre  il corpo e sopratutto la mente rivolta li nel mio lavoro. Per carità io vivo la mia passione, mi fa campare bene, mi appaga professionalmente; alle volte dico il fantino fa una vita… no il fantino fa una vita di sacrificio, sempre impegnato, ed io forse, ti ripeto Camillo, il mio difetto è quello di non staccare e con il pensiero meno che mai.
 
Il futuro è meglio aspettarlo o affrettarlo?
 
Io sono uno di quelli che si dico che una cosa va fatta oggi la faccio, non aspetto domani. Secondo me è inutile perdere tempo
 
Come il detto: chi ha tempo non aspetti tempo?
 
Bravo! Come nella preparazione se una cosa va fatta la faccio, cosa fatta capo a! quindi meglio oggi che domani!!!
 
Me lo dice convinto ed è questa la sua filosofia di vita, non c’è menzogna.
Il momento di svolta della tua carriera?
 
È stato quando o trovato il Leocorno e il suo capitano Luigi Fumi che mi hanno dato allora l’opportunità di fare il loro fantino fino a Maggio.
 
Domando fino a Maggio?
 
Si, fino a Maggio sei il fantino del Leocorno e se non ci sei garbato torni a Pistoia e amici come prima. Invece siamo poi andati avanti come ben sai.
 
La cosa mi ha fatto sorridere fino a Maggio, ma in realtà ha una sua logica.
Nella vita meglio i rimpianti o i rimorsi?
 
Meglio sarebbe non averne nessun dei due, anche se poi la vita ti porta a sbagliare qualcosa. Nella stessa maniera hai qualche rimorso o qualche rimpianto. Qualcosa che potevi fare e non l’hai fatta, ti rimane  un rimpianto, oppure hai fatto qualcosa che non dovei fare, hai il rimorso, sicché è la vita stessa…
 
Tornando a tua moglie come la possiamo definire il tuo rapporto con lei.?
 
Ma sai io ho una bella famiglia, non si ferma a mia moglie che pure è la mia metà, ma è una famiglia allargata, tornando al discorso di prima, il mio rapporto con la famiglia natale è forte e ci vediamo spessissimo direi giornalmente, ora sono qui quindi inevitabilmente meno ma appena posso sono anche dai miei.
 
 
Che cos’è il denaro per te?
 
 
Il denaro per me è fondamentale perché ti fa mangiare!!
Ma se a me oggi mi dicessero: guarda te seguiti a fare questo lavoro per altri dieci anni e te guadagni quello che guadagna un operaio qualunque lo farei uguale. A me piace fare questo lavoro, se mi dicessero: te rifai le cose che hai fatto e guadagni la metà, io le rifarei lo stesso. Secondo me le sensazioni che si provano noi  e i ricordi che ci s’ha noi  non hanno un prezzo nella vita!!
 
Sicuro di quello che dice, ama il suo lavoro, del resto come tutti questi ragazzi, ma lui in particolare, lo vedo, da sempre da la via ai cavalli che sia notte, Mociano o Tratta, basta andare, il rischio? Pare dica non conta.
 
Tu appari come realmente sei o sei come appari?
 
Io penso di essere come appaio!
 
Quale è la cosa che ti infastidisce di più nella vita?
 
 
Quando mi prendono in giro! Io di natura non amo prendere in giro le persone. La cosa più brutta è quando ti tradiscano persone che ci stai tutto l’anno insieme, quella è la cosa più brutta che ti possan fare, siccome ci son passato son cose brutte e ci rimani male, son cose che ti fanno crescere, ma ci rimani male davvero.
 
Gli occhi che mi hanno puntato sempre dritto si sono abbassati in una riflessione, in un rammarico, si vede che quello che mi ha appena detto lo ha ferito.
Ti piace leggere?  Leggi?
 
Non mi piace leggere un gran che, se c’è qualcosa che devo leggere la leggo, non è che mi metto li a leggere un libro, la sera sono stanco e di leggere proprio voglia non ne ho.
 
Ha il lavoro in testa, parlava dell’agricolo prima, il lavoro è un culto per lui, la scuola agricola, come la chiama insegna che si raggiungono gli obbiettivi con il lavoro, lo sa, credo lo abbia imparato presto, l’ho notato prima in scuderia mentre lo aspettavo. Non gli sfugge nulla, vede anche se non guarda, è molto attento e scrupoloso, anche questo mi aveva fatto “caso“.
Meglio essere o apparire nella vita?
 
Nella vita è meglio essere. Viviamo però in un momento che apparire è secondo me fondamentale per rimanere al livello di quelli che sono “su” conta anche apparire nel mondo di oggi, bisogna adattarsi
 
Che è la fortuna ?
 
La fortuna l’ho assaporata poche volte, credo che però sia una cosa fondamentale sempre e in particolare per questo lavoro. Ti puoi allenare quanto voi a piedi, a cavallo, ma  per fare quel salto di qualità in più un pizzico di fortuna ci vuole, altrimenti non vinci.
 
Qui un pizzico di frustrazione appare, dondola la gamba destra e si mordicchia le unghie, questo è uno che a perdere non ci sta gli piace poco e quel pizzico di fortuna sente che gli è mancata in qualche occasione.
La vita va presa per le corna o accarezzata?
 
Credo che la vita in certe occasioni va presa per le corna altre volte invece accarezzata. Ci sono dei momenti che son felici allora a quel punto va accarezzata. Ma quando ci sono i momenti difficili, che tutti prima o poi abbiamo nella vita, allora bisogna prenderla per le corna, in quelle occasioni devi tirare fuori il carattere se vuoi uscire dai momenti difficili, ecco il prenderla per le corna.
 
Mentre parliamo si sente che è arrivata la primavera anche se ancora non è caldissimo, nella scuderia di sottofondo alla nostra chiacchierata c’è il Garrire delle rondini che ricercano il proprio nido per risistemarlo per poi depositarvi le uova.
Una corsa dove ti sei detto qui sono stato davvero bravo?
 
Camillo, ho un carattere che sono io il più grande critico di me stesso, anche quando vinco ho sempre qualcosa da rimproverarmi. Io sono uno che mi sono fatto da solo, non è che vengo dalla scuola delle corse regolari,  non frequentato prima gli ippodromi  e quell’ambienti, semmai io posso aver fatto salti ad ostacoli, parlando di cavalli da concorso ippico, posso aver fatto cose di altro genere forse anche più di altri, ma l’ambiente del galoppo no, quindi c’è sempre da migliorarsi, anche quando vinco trovo il pelo nell’uovo come si dice. Ci sono delle volte che in provincia è meglio arrivare secondi, così te rimani con la bava alla bocca e hai sempre lo stimolo in più per migliorarti e si può sempre migliorare e in tutto. Se ti abitui sempre a vincere è deleterio ti fa sentire arrivato e non hai la voglia e lo stimolo giusto per migliorarti, fa bene anche perdere anzi forse è meglio proprio qualche volta arrivare secondo, come il partire sempre primo, è un male, perché la volta che parti dietro non sai come fare a venire avanti, quindi anche li è bene alle volte partire attardati, perché impari così a correre e a venire da dietro.
 
Perfetto! Chi mi legge sa che io è un poco di tempo che scrivo che Bartoletti l’ho visto migliorare perché ha imparato a correre anche da dietro, ecco la conferma alla mia impressione.
Allora Jonatan ma ci sarà pure una corsa dove ti sei detto bravo no?
 
No! Non c’è!
 
Parlando di Palio quale sono le prospettive il prossimo Palio di Luglio?
 
Ma senti per fortuna ci sono diverse contrade che mi hanno fiducia a partire da quelle in cui ho vinto e ad altre che si sono aggiunte. Io pur troppo ho vinto solo due volte e ci sono altri che hanno vinto più di me quindi in qualche modo li devo “subire” anche se loro hanno le “sue” contrade ed io ho le “mie”. C’è da fare ancora il sorteggio ed ho un ottimo rapporto con le contrade con cui ho corso. Tutti  sanno che sono uno allenato e determinato a vincere. Spero di montare a Luglio un cavallo competitivo, vincente davvero. Il mio modo di essere mi impedisce solo di montare nell’avversaria di quelle in cui ho vinto, per una forma di rispetto perché credo che al Palio e alle contrade il rispetto lo si debba dare, perlomeno fino a quando questo o queste lo avranno anche per me. Per il resto io impegni formali non li ho con nessuno, se qualcuno  mi vuol montare prende il telefono e mi chiama, se il cavallo  mi piace io ci vado, chi mi monta sa e deve sapere che io faccio per il giubbetto che indosso.
 
La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?
 
Io penso che…  come ti ho detto prima mi devo ritenere fortunato perché faccio questo lavoro. La vita può essere anche un sogno se tu la guardi in seconda persona: tu guarda che lavoro faccio, guarda che bellezza, chi ha la possibilità di provare le sensazioni che proviamo noi fantini? Le hai provate anche te no? Entrare in Piazza con tutto il popolo dietro, chi è che vive un sogno così? Nessuno!!! Diciamo che noi siamo più fortunati di altri perché si assapora il sogno.
 
Come non posso non  condividere questo suo pensiero avendolo provato?
Credi più in quello che fai o fai quello in cui credi?
 
Ma senti io faccio quello in cui credo, e cerco di farlo al meglio che posso fare. In questi anni credo di aver dimostrato di arrivare al momento clou sempre al massimo, e di mantenere sempre le parole date.  Quindi ancora si, io faccio quello in cui credo!
 
Hai un fil preferito?
 
Senti Camillo io se guardo un film voglio avere la mente libera, già l’ho sempre impegnata e diretta li, al mio lavoro, ai cavalli, alla famiglia, quindi se devo dire un film dico dei film, quelli spensierati che fanno ridere, come i Cine Panettone.
 
Mentre parliamo è arrivato il pastore Australiano che “chiacchiera” anche lui, vuole le coccole e te le chiede proprio con dei mugugni è dolcissimo.
Senti Jonatan meglio i debiti morali o materiali?
 
Bella domanda questa! Meglio sarebbe non averne debiti in qualsiasi modo! Se proprio devo dire i debiti morali, vuol dire che qualcosa ti è stato dato, quindi meglio, meglio, vuol dire che qualcosa hai preso e qualche volta rendi, è la vita insomma. I debiti materiali mi dispiacciono un poco di più, quando sono materiali i pensieri raddoppiano!
 
Allora se posso, il debito morale con chi senti ho credi di averlo?
 
Sicuramente con la mia famiglia, perché senza l’aiuto della mia famiglia non sarei qui ora!
 
La prima volta che hai girato in Piazza del Campo, la notte o la Tratta, la sensazione?
 
È stato bellissimo, senti gli zoccoli dei cavalli sul tufo: patan.. patan.. È una cosa che non ti scordi più. La prima volta ho montato Attilax, un cavallo che aveva fatto due otre Palii, un ragazzo lo aveva preso e lo teneva a Pistoia, me lo fece montare, io arrivai li, la notte, un sogno che si realizzava, ero in mezzo a tutti quei Big, mi sentivo fuori posto, chiedevo scusa a tutti, sai arrivi li, in mezzo a questi “Mostri” vuoi fare due giri in Piazza, avevo paura di dare noia a tutti, ma era una sensazione fantastica, emozionante e avevo rispetto per il luogo e soprattutto per gli altri fantini.
 
Invece la prima volta che sei uscito dall’Entrone il giorno del Palio?
 
 
Dico la verità quando sono uscito il giorno del Palio ero veramente tranquillo, ho la fortuna di essere un freddo, al contrario durante l’anno sono ipertensivo, mi garba fare, un lascio nulla al caso, e alla preparazione psicofisica. Quando esco per il Palio invece sono tranquillo so che Scompiglio è al top.
 
Ma io dicevo la sensazione, il vedere tutti qui volti che ti guardano, che ti seguono, quell’atmosfera quasi magica che c’è, che ti diceva la Pancia in quel momento?
 
Ma sai Camillo qual’è veramente stato il momento fantastico che mi ha fatto alzare i peli dalle braccia? No quando sono uscito dall’Entrone, che pure è bellissimo, ma è stato fuori dai Canapi quando arriva la busta al Mossiere, in quei momenti c’è un silenzio irreale, senti solo gli zoccoli dei cavalli, un senti volare una Mosca, è un silenzio meraviglioso, che spettacolo!!!
 
Quali Palii farai oltre Siena che impegni hai?
 
Devo andare a Fucecchio, ho un bel rapporto con San Pierino, se c’è un cavallo competitivo monterò sicuramente li altrimenti credo che rimarrò a piedi, la figuraccia dell’anno scorso non la voglio rifare, l’ho fatta perché sono una persona precisa e se prendo un impegno lo mantengo. Loro non mi hanno detto assolutamente nulla sapevano che tipo di cavallo era, quindi quest’anno se c’è il cavallo buono monto altrimenti posso rimanere anche fermo e loro naturalmente sanno di questo mio pensiero. Poi vado a correre a Legno nel San Martino. Ho dei cavalli da provare e deciderò poi con quale correre a Legnano.
 
Qual’è il tuo stato d’animo su questa vigliaccata che ti hanno fatto ad Asti?
 
Io sono fortunato che ho una famiglia dietro, perché se succede a qualcuno che per un motivo o per un altro è solo, o non ha riferimenti importanti si troverebbe davvero in una situazione difficile sotto tutti i punti di vista, da quello psicologico a quello economico. Sinceramente sono rimasto un  poco male per la mancata solidarietà dei miei colleghi, si mi dicono mi dispiace quando m’incontrano, ma aver fatto tutt’insieme un’intervista e dire: ma cosa state facendo al Palio di Asti?  Se per caso succede a Siena una cosa simile e viene uno che ti fa una denuncia va male per tutti. Lo so che se succede a Bartoletti va bene non ci importa niente, però per come son fatto io  l’avrei fatta una cosa del genere. Bastava essere cinque o sei e fare una telefonata al Capitano di Asti: oh ma cosa state facendo? Oppure telefonare al Sindaco con la stessa domanda. Pur troppo cappottarsi con i cavalli può succedere a tutti, e che io volevo ammazzà  il cavallo o suicidammi? Credo di no, è chiaro! Questa vigliaccata è parecchio brutta! Ho la fortuna che quando monto a cavallo non ci penso, ma se fosse capitato a una persona debole di carattere gli condiziona veramente la vita sotto tutti punti di vista, professionale e non. Troppo spesso sui giornali per questa cosa è pesa, io ho delegato l’Avocato, non avevo certo l’intenzione di far del male al cavallo. Comunque ti dico Camillo non son belle situazioni. Ti ripeto faccio un Palio di M… mi danno addosso va bene, ma in questa cosa qui se si era tutti uniti credo che sarebbe stato meglio per tutti poi alla lunga, ricordiamoci che sto subendo un processo penale, ma io sono tranquillo, so che si è trattato di una drammatica fatalità e vado avanti.
 
Jonatan, fatti una domanda e datti una risposta, che domanda il Bartoletti a Jonatan? Pensa un poco e poi….
 
Anche questa è una bella domanda…
mi domando: sei contento della persona che sei oggi?
E mi rispondo: Si!
 
Che cos’è vivere Jonatan?
 
Vivere è la cosa più bella di tutto!!!  Tante volte ci si arrabbia, per niente per delle cretinate, oppure non sei mai contento…  nella vita bisogna sapersi anche accontentare tanto ci sarà sempre quello che ha la macchina meglio della tua, o la casa meglio, io che cerco? ho una bella famiglia,  non mi manca nulla. Queste riflessioni e il modo di pensare lo cambi quando ti capita di dover assistere alla morte di un’amica coetanea, allora ti domandi: ma che cerchi? Se prima ero dell’idea che tutto non si può avere e bisogna accontentarsi, ora ne sono ancora più convinto e godo ancora di più di quello che ho, la mia amica non potrà più avere nulla.
 
Quest’ultima cosa l’ha detta con la tristezza negl’occhi e nella voce sempre ferma e decisa fino a questo momento e con la consapevolezza di essere un fortunato nella vita, come più e più volte ha detto. Scompiglio è uno che ama quello che fa davvero è innamorato del suo lavoro che è prima di tutto una grande passione. Jopnatan è un ragazzo semplice sincero, alla vecchia maniera, ha un concetto di vita “antico” è un guerriero, passionale, ma anche un romantico, uno legato alla parola, che sa dare il giusto valore ai denari anche se ha la consapevolezza che sono determinanti nella vita. Come scritto in altra parte ha il valore dell’uomo inteso come capo famiglia. Ho avuto modo di vederlo lavorare e non è quello che si pensa e che forse anche io pensavo, sa cosa sono i cavalli e cosa vuol dire dressare un cavallo, è un perfezionista, forse un poco narciso, ma sicuramente serio, molto serio. Come ho scritto è uno che non gli passa nulla, l’ho notato in tante piccole cose quelle poche volte che sono stato li, ala sua scuderia, sta facendo una cosa, sembra che non guarda, e invece nota tutto, quello che magari sta facendo Virdis mentre prepara un cavallo e lo riprende, oppure l’altro ragazzo, o questa mattina attento a quello che fa il maniscalco anche se sembra che non gli rivolge lo sguardo. Questo tipo di atteggiamento l’ho visto fare solo ad un altro, di cui ne parleremo in altra occasione. Bartoletti è una bella persona che ama la campagna è un’agreste come si è definito radicato hai valori contadini di una volta, alla famiglia allargata, alle grandi famiglie. Grazie Jonata è stato un piacere, in bocca al Lupo per il proseguo della vita e della professione.
Grazie Brontolo
CITA
 
 

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